I SIMPSON E LA FILOSOFIA

E’ possibile analizzare una serie televisiva utilizzando teorie ed argomentazioni di grandi filosofi del passato? Ebbene sì. E’ quel che hanno fatto W. Irwin (professore di filosofia al King’s College), M.T.Conard (collaboratore di diverse riviste scientifiche) e A.J.Skoble (professore di filosofia all’Accademia Militare di West Point). Dal loro lavoro combinato è derivato un libro stravagante, interessante e divertente. Si tratta di ben diciotto saggi in cui gli autori offrono letture estremamente originali e convincenti dei personaggi di Springfield attraverso l’analisi di tantissimi episodi della serie. Lisa viene studiata in rapporto all’antintellattualismo americano; lei è definita la prointellettuale, in contrasto con Homer e Bart che sono classici esempi di stupidi antintellettuali. Secondo Skoble, il modo in cui è trattata Lisa nella serie esemplifica la relazione di amore e odio che la società americana ha nei confronti degli intellettuali. La piccola Maggie Simpson non parla, si sa. La sua analisi parte addirittura dal pensiero filosofico di Jean-Paul Sartre e, in particolare, dalla sua opera “L’idiota della famiglia” per poter accostare l’infanzia di Maggie a quella di Gustave Flaubert. E come potrebbe mai parlare questa bimba che non ha certo un padre amorevole e ha una madre il cui amore è “pratico”, rivolto principalmente a “sfamare, lavare, vestire e rimboccare le coperte alla figlia”, a prestare attenzione “ai bisogni materiali ma non a quelli spirituali”? Eppure, a differenza del Flaubert descritto da Sartre, Maggie sembra avere un rudimentale processo di pensiero ma ciò che pensa resta un mistero perché non parla. Ecco che viene messo a confronto il valore del silenzio nella nostra tradizione e in quella orientale, amante del silenzio. Marge? Marge è esaminata per spiegare l’etica aristotelica! Sembra che la filosofia morale alla base del comportamento di Marge Simpson abbia tratti in comune con quella del grande Aristotele. Lo stesso Homer, con i suoi fatti e i suoi misfatti, con i suoi “D’oh” e i suoi “Woo-hoo” è spiegato alla luce delle categorie caratteriali di Aristotele. Homer è il vizioso. Invece Bart diviene sorprendentemente l’incarnazione dell’idea nichilista di Nietzsche, “una specie di arguto delinquente filosofico” dice Conard. La lucida e originale follia degli autori non si ferma qui. Un saggio successivo mette in evidenza il contrasto tra parodia popolare e parodia dell’arte analizzando accuratamente l’episodio “Bart l’assassino” e i suoi forti, fortissimi legami con il film giallo. Un altro saggio, ancora, si interessa della politica del sesso ne I Simpson, una politica del sesso conservatrice in tre direzioni: Springfield ha una schiacciante popolazione maschile; la maggior parte degli episodi sono incentrati su Homer e Bart; si offre una certa caratterizzazione di Marge (deve comprendere, amare e tenere puliti gli uomini) e di Lisa. Seguono tantissimi altri saggi sulla mentalità springfieldiana e la sua ipocrisia, sul satanico “Eccellente..” di Mr.Burns, su Ned Flanders e il suo amore verso il prossimo, sempre con una saggia fusione di filosofia ed episodi, battute e dialoghi della serie. I Simpson, alla luce di questa splendida ed entusiasmante lettura, ne esce senza dubbio meno “cartone” di tanti altri programmi televisivi e il lettore intrigato per essere stato catapultato “oltre” quel semplice cartone.

Articoli Simili:

5 thoughts on “I SIMPSON E LA FILOSOFIA

  1. cosa da sottolineare è che è vero che Lisa è una perfetta intellettuale ma spesso soffre di quella sindrome consistente nella voglia di farsi accettare da altri così, spesso, diventa la più incredibile delle conformiste (vd ad es. la sua passione per Malibu Stacy o per Grattachecca e Fighetto).
    a parte questa piccola aggiunta l’articolo e il saggio mi sembrano davvero interessanti!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  2. Beh..homer e bart fanno parte di quel qualunquismo borghese occidentale che ha la mente completamente offuscata…mentre per quanto riguarda lisa non è il suo anticonformismo ad essere essenziale..anche perchè lisa NON è anticonformista…è la sua voglia di cambiamento e di miglioramento che la contraddistinguono (e questo chiaramente risulta essere anticonformista nel panorama qualunquista – come dicevo prima – del mondo occidentale) e malibu stacy è solo l’emblema di una società che soffoca e opprime con il suo consumismo e la sua omologazione…
    per tutto il resto invece…beh…basta qualche spicciola elucubrazione per dimostrare che in ogni cosa c’è della filosofia…perché in fondo realmente tutto può essere riconducibile alla filosofia….

  3. complimenti per il tuo articolo davvero ben redatto!a mio avviso il cartone mi sembra uno spaccato della società americana e occidentale in genere, caricaturato per produrre nel medesimo tempo, sia un sentimento di appartenenza a ciò ke ci viene narrato da questi personaggi ; ma anche quell’ insidioso desiderio di evadere dal conformismo…
    questa ricerca di evasione, che non viene raggiunta, tuttavia ci rende scienti ke l’uomo è un animale sociale e ke pertanto anche se nella sua individualità si afferma come desideroso di migliorare (vedi lisa) alla fine deve sempre adattare il proprio Io a ciò che lo circonda,
    e spesso questo è a nostro discapito soprattutto in una società, perfettamente riprodotta dal cartone, dedita al consumismo, e ke sfocia sempre di più nell’assurdo, e nell’incompetenza, dando privilegio a persone ke pretendono di detenere la verità assoluta solo perchè appaiono in tv….

  4. Beh che dire…ho sempre trovato i Simpson come una serie illuminante,sicuramente pieno di humor dissacrante..il fatto poi,che si possano inserire nel suo contesto anche considerazioni filosofiche mi sembra davvero pertinente visto che la serie,pur attraverso uno spirito surreale,si concentra su quelle che sono le manie,le abitudini,i vizi e le virtù dell’uomo occidentale!

  5. Quella dei Simpson è la saga a fumetti che ha rivoluzionato il modo di essere degli stessi cartoni animati,non più finalizzati alla semplice comicità fine a se stessa ma strumento di satira della società moderna.La famiglia dei Simpson impersona alla perfezione questo ruolo assegnatole,i suoi vari componenti rappresentano ognuno personaggi idealizzati della cultura americana,con tutti i loro pregi e le loro contraddizioni.Il libro di cui sopra mette in evidenza anche questo aspetto ed inoltre è gradevole da leggere, BUONA LETTURA A TUTTI!!!!

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*


È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

I link nei commenti potrebbero essere liberi dal nofollow.