Consigli per combattere l’insonnia

L’insonnia si manifesta frequentemente negli individui che fanno abuso di caffè,tè, tabacco oppure che siano stanchi per eccessive ore di lavoro. Nei bambini invece è frequente per infezioni acute, stitichezza, indigestione. Ci sono poi in entrambi i casi le insonnie provocate da cause inorganiche, dovute a preoccupazioni, strapazzi, stati d’ansia, errori igienici o semplicemente dovuti a un ritmo di vita molto disordinata.

La cura dell’insonnia è subordinata alla causa che la provoca e alla eliminazione delle concause, come freddo o caldo eccessivi, rumori etc. I consigli generali da seguire sono: mangiare a ore fisse durante la giornata, curando bene la masticazione;  la cena deve essere leggera, povera di carboidrati e accompagnata da bevande in quantità moderate; l’ora più adatta per andare a dormire è quella che coincide con la fase di digestione massima, cioè da un’ora e mezza a due ore dopo il pasto.

Prima di coricarsi è bene farsi una doccia o un bagno, la camera non deve essere troppo riscaldata, la finestra deve rimanere socchiusa in inverno e aperta d’estate. Sopprimere tutte le bevande e gli alimenti eccitanti quali caffè, tè, alcool, cioccolato, spezie e talora anche il fumo.

Per combattere l’insonnia, all’inizio si può ricorrere, e spesso con vantaggio, agli infusi di fiori di arancio, di camomilla, melissa, valeriana. Per i bambini che soffrono di insonnia, curare l’igiene dell’ambiente, sopprimere i rumori, fare un bagno caldo, prima di coricarsi bere infusi di camomilla o di fiori di arancio.

Fra i rimedi sintomatici contro l’insonnia, quelli più in uso sono i farmaci ipnotici che però devono essere presi soltanto sotto prescrizione medica per non incorrere in pericolosi errori o in abusi sempre nocivi. Inoltre gli ipnotici a base di oppio danno facilmente assuefazione  e quindi, per avere effetto, inducono l’insonne a prenderli in dosi sempre più alte. In particolare, gli ipnotici non devono mai essere somministrati a persone nervose o a quelle affaticate.

Infine per quanto riguarda i tranquillanti, essi non hanno alcuna attività ipnotica, ma in alcuni casi possono essere utili.

Aumento di peso e gravidanza

I nove mesi più belli per una donna, o un incubo dove il corpo cambia senza avere il tempo di accettarsi?

Questo periodo è visto in modi differenti. Molto dipende  dallo spirito con la quale si prende la cosa ;  parecchio gioca se la notizia rappresenta un qualcosa di atteso o di imprevisto. In ogni caso, è un momento particolare. Cambierà la vita! Su questo non c’è ombra di dubbio.

Ma perchè alcune donne cambiano così tanto ? da cosa dipende questo aumento ponderale esagerato? perchè i kg presi restano lì anche dopo il parto e,nella peggiore delle ipotesi, si accumulano a quelli dell’allattamento?

La verità è che si mangia sicuramente di più; vuoi per una questione ormonale, vuoi per una credenza popolare (devi assaggiare tutto altrimenti il pargolo nasce con le “voglie”), ci si sente più libere di mangiare, si esagera con le “schifezze” e ,detto ciò, sfido anche una donna non incinta a non ingrassare immettendo questa mole di calorie.

Il problema è : seguire una dieta ferrea o fregarsene?

C’è chi è costretto a mangiare senza sale, chi deve ridurre l’apporto calorico per evitare conseguenze per il feto, ma c’è da dire che nella maggior parte dei casi il bello della gravidanza è proprio quello : poter ingrassare e, se qualcuno ce lo dovesse far notare, poter rispondere con orgoglio ” Sono gonfia perchè sono incinta!” .

Escludo chi ,purtroppo, soffre di gestosi  : lì il gonfiore è real e l’unico rimedio resta  la terapia farmacologica e/o  la classica alimentazione iposodica (ed io ne so qualcosa).

Ma tutte le altre donne ingrassano ( e con questo termine non intendo solo il “mettere pancia” ) per opera dello Spirito Santo o per colpa di un’alimentazione in realtà sregolata?

Alla mia domanda poche riescono a rispondere sinceramente. C’è chi dice : “Si mangiavo, ma come prima!” , chi afferma:  ” Ho mangiato qualche dolce in più ma i kg che ho preso in proporzione sono troppi!” . Noto che poche riescono ad ammettere “Si, sono ingrassata ma perchè ho ESAGERATO!!”

Vi dico ciò pechè vorrei sfatare il mito “GRAVIDANZA = Aumento ponderale + Bruttezza” : Non è vero!

Abbiamo visto mille VIP, avere figli e tornare più belle ed in forma di prima dopo il parto!!! Ci vuole solo un po’ di pazienza e un del sano impegno.

Care amiche pancine se vi va un gelato in più  potete anche mangiarlo,  ma sappiate anche che una passeggiata e del sano sport possono aiutarci a bruciarlo immeditamente …

Sapete come va a finire? che i kg di troppo ce li dobbiamo tenere e più passa il tempo più sarà dura mandarli giù.

Ve lo dice chi, come me, è appena entrata nel settimo mese ed è a quota  + 4 kg. ;)  e spera vivamente di tornare come un “tempo” non appena nascerà il mio piccolino ;) .

 

 

Aloe Vera

“È tutto a posto. A bordo c’è dell’Aloe”, scriveva Cristoforo Colombo veleggiando verso il nuovo mondo. Il navigatore aveva, infatti, ribattezzato l’aloe “il dottore in vaso”, perché garante del benessere dei suoi marinai.
Fin dall’antichità numerose sono le testimonianze della conoscenza dell`Aloe, pianta succulenta originaria dell’Africa, utilizzata da sempre per coadiuvare il fisiologico benessere. Cleopatra e Nefertite, regine dell’antico Egitto, utilizzavano l’aloe vera per migliorare la propria bellezza e il proprio benessere.
L’aloe vera si prepara dalle foglie fresce, appena recise da alberi di appena 4 anni.
L’estrazione deve essere fatta nel minor tempo possibile e a temperatura ambiente, per evitare la degradazione enzimatica.
In genere le foglie si lasciano scolare lentamente per allontanare il succo giallognolo ricco di antranoidi.
La foglia viene lavata, aperta con un taglio longitudinale e dalla parte centrale si asporta, la sostanza gelatinosa che si disintegra in modo da ottenere un liquido viscoso, che viene successivamente filtrato e pastorizzato.
Vari studi si stanno succedendo per indagare le altre proprietà che da sempre gli sono state assegnate coadiuva:

– La fisiologica depurazione;
– La fisiologica eliminazione dei liquidi in eccesso;
– Il fisiologico benessere della pelle;
– Il fisiologico benessere del sistema immunitario;
– La fisiologica assimilazione degli alimenti

E’ lenitivo, tonificante e restitutivo. Grazie ai polisaccaridi e alle vitamine contenuti nel succo di Aloea Vera, dona una fresca sensazione di benessere alla pelle stressata da fattori esterni (sole, freddo, punture d’insetti), favorisce la rigenerazione dei tessuti e costituisce un ottimo elisir anti-età e di profonda idratazione.

  • pelli secche ed arrossate
  • scottature ed eritemi
  • azione antiossidante
  • punture d’insetto

Risulta essere quindi un prodotto molto versatile, soprattutto se volete alleggerire una crema troppo pesante o semplicemente per sostituire la vostra crema idratante!

 

Helan CREMA NUTRIENTE ADDOLCENTE 4 per pelle delicata e sensibil

E’ da un pò di mesi che utilizzo questa crema e devo dire che ha risolto alcuni problemi che non riuscivo proprio ad eliminare, tra questi vari brufoletti sotto pelle (che si trovavano lungo la fronte) e la sensazione di pelle grassa che ritrovavo spesso nella zona T. Inoltre, trovo che sia correttori che i fondotinta riescano a spalmarsi meglio…! Il prodotto si spalma facilmente e si assorbe subito e la mia pelle risulta sempre morbida ed idrata :)

La CREMA NUTRIENTE ADDOLCENTE 4 è una crema studiata appositamente per le pelli delicate e sensibili si avvale delle benefiche azioni di olii sebosimili ricchi e nutrienti quali quelli di Oliva e Mandorle dolci. Contribuisce alla prevenzione dell’invecchiamento cutaneo per merito dell’azione antiradicalica dei principi attivi contenuti: olio di Rosa mosqueta, vitamina C ed E, mentre svolge una decisa attività lenitiva e protettiva in virtù delle sinergiche azioni degli estratti di Camomilla, Liquirizia e Perilla.

Devo dire che tutti i prodotti (che ho provato) con questo marchio sono estramamente ottimi, e soprattutto sono:

  • privi di ingredienti di origine animale
  • senza petrolati, olii minerali e lanoline
  • senza conservanti
  • senza SLS e SLES
  • senza coloranti sintetici
  • nickel tested
  • testati clinicamente non su animali

In più utilizzano materie prime equo-solidali (tutte le materie prime sono rigorosamente selezionate fra quelle rispondenti ai criteri dello Standard “Stop ai test su animali”)

INCI:
Aqua, Prunus amygdalus dulcis oil*, Cetearyl alcohol**, Glycerin, Olea Europaea (Olive) fruit oil*, Cera Alba, Profumo, Glycyrrhiza Glabra (Licorice) Root extract, Chamomilla Recutita (Matricaria) Flowerheads extract, Perilla Frutescens Seed Extract, Dicaprylyl Ether**, Cetearyl glucoside**, Dicaprylyl Carbonate**, Cocoglucoside**, Xanthan Gum*, Hexyldecyl laurate**, Hexyldecanol**, Coconut alcohol**, Tocopheryl Acetate, Rosa Moschata Seed oil, Hydrogenated Olive oil, Disodium EDTA, Lecithin, Dextrin, Palmitoyl Proline, Olea Europaea (Olive) Oil Unsaponifiables, Tocopherol, Magnesium Palmitoylglutamate, Sodium Palmitoylsarcosinate, Maltodextrin, Ascorbyl Palmitate, Citric Acid.

* da agricoltura biologica
** certificate Ecocert

Costo: 20,00 euro per 50 ml di prodotto

Chi è e cosa fa un LOGOPEDISTA?

“Cosa fai? “ – “Il logopedista” – “Ah, bello! Quello che insegna a parlare ai bambini?” . Frasi del genere sono ormai pane quotidiano, ma capita ancora peggio.

Sentirsi dire “Ah si, quello che cura i piedi” o ancora “Bello, mio figlio ha 4 in italiano, puoi dargli ripetizioni?”.

Lo ammetto, nemmeno io prima di informarmi su questa professione avevo ben chiaro cosa facesse un LOGOPEDISTA. Ho tentato di spiegarmelo usando l’etimologia della parola (logos = parola, discorso / paedia= educazione ) ma mi è parso davvero riduttivo!

È un mestiere affascinante che mette in relazione con mille disagi ma che si è scoperto utilissimo, soprattutto negli ultimi decenni. La figura nasce circa 30 anni fà e ,come tutte le vecchie professioni sanitarie, per esercitare serviva un diploma, non un corso di laurea triennale. La qualifica allora rilasciata suonava davvero male : TECNICO di AUDIOFONIATRIA .

Oggi il logopedista è un componente del personale paramedico, che rispetto ad altre figure gode però di un’autonomia rilevante. Ma cosa fa veramente? Innanzitutto si occupa di tutti i problemi di linguaggio,della comunicazione in generale (anche non verbale) senza esclusione di età, dai più piccoli agli anziani, dalla semplice imprecisione di articolazione ( la “erre” moscia, la zeppola……) fino a problemi più complessi di origine organica. Si fa sempre più strada nel mondo dei disturbi specifici dell’apprendimento : dislessia, discalculia, disgrafia, disortografia. Aiuta nella reintegrazione sociale bambini ed adulti con disturbi d’udito (ipoacusici), che portano protesi o sono stati impiantati , cioè che hanno subito un intervento che gli consente di utilizzare l’orecchio. Ma non è finita: l’attività del logopedista è volta all’educazione e rieducazione di tutte le malattie che provocano disturbi della voce, con particolare riguardo a quella artistica (attori e cantanti). Corregge i difetti di respirazione, di deglutizione e proprio su questi ultimi problemi si apre il capitolo sui disturbi dovuti ad esiti di interventi chirurgici, o a danni cerebrali (disfagia). Tutti i soggetti dopo l’asportazione di un neurinoma del nervo cocleare hanno bisogno di un logopedista, così come la maggior parte dei pazienti operati al sistema cerebrale, dopo neoplasia o ictus, ammesso che abbiamo riportato qualche danno ai distretti bucco-laringo-facciali. Capirete bene che la sua preparazione debba essere assolutamente a 360° : spazia dalla neurologia alla linguistica, dalla psicologia alla foniatria. Non dimentichiamo che il logopedista in quanto esperto di comunicazione riabilita anche soggetti con cromosomopatie come i piccoli affetti da Sindrome Down , segue le Paralisi cerebrali infantili e per lunghi periodi anche i bambini autistici ( disturbi pervasivi dello sviluppo). Tutte le malattie degenerative, come il Parkinson, l’Alzhaimer, la Sclerosi, vedono nel terapista un forte alleato che con i suoi esercizi sarà in grado di preservare alcune funzioni per più tempo. E la balbuzie? Non l’avevo dimenticata! Sono in trattamento presso tutti i centri anche le disfuenze verbali Una vera e propria giungla di patologie dove gli interventi riabilitativi diventano indispensabili. Quindi, se avete i calli non cercate un logopedista ma un bravo Podologo e se volete qualcuno che faccia il doposcuola sappiate  che vi toccherà cercare un vero insegnante.

Animali in gravidanza – luoghi comuni

Cani, gatti, uccelli, criceti, conigli, pesci, tartarughe, serpenti e chi più ne ha… più ne metta! La lista potrebbe essere infinita, ma tra questi,  cani e  gatti sono ormai i padroni incontrastati dei  nostri  salotti. È una battaglia far capire a chi non li ama come noi  che, a differenza delle persone, i nostri amici a  quattro zampe non ci tradirebbero mai.

In ogni caso, nel periodo in cui attendiamo un bebè se ne sentono di tutti i colori (ed io che sono al sesto mese lo posso confermare):  “Stai lontana da chi possiede animali” –“ Non respirare quando passa un cane o un gatto randagio, l’aria potrebbe essere infetta …….”- figuratevi se ci azzardassimo a prendere un cucciolo in braccio o ad accarezzarne uno . Insomma, una vera brodaglia di luoghi comuni sui nostri tenerissimi musetti.

Quindi, chi dice la verità? È vero che non si possono tenere in casa se si è in attesa?

Basta solo un po’ d’attenzione. Chiariamo innanzitutto che per essere realmente pericolosi ,sia cani che gatti, devono aver contratto qualche malattia e quindi i randagi sono i più esposti vista la mancata copertura delle vaccinazioni. Inoltre,  non dimentichiamo che il vero parassita  pericoloso in gravidanza, veicolato nelle feci di gatti ed uccelli, è senza ombra di dubbio il TOXOPLASMA.  Ma non diamo la colpa solo ai nostri cuccioli, ricordiamo infatti che questo microscopico essere si annida nelle carni crude, quindi anche nei salumi, e lo si potrebbe incontrare su frutta  e verdure non lavate come si deve (utilizzare il bicarbonato è sempre buona abitudine quando si maneggiano le foglie verdi!) . Nel dubbio basta cucinare tutto!

In ogni caso, per essere infettate bisognerebbe portare alla bocca il parassita  visto  che il contagio avviene  per via oro-fecale. Quindi,se un’animale vi dovesse graffiare non succede nulla, ma se portate alla bocca le mani sporche, paraddossalmente  il pericolo aumenta. Semplicemente lavate le mani e portare sempre con voi in borsa un flaconcino di disinfettante, non si puo’ mai sapere!

L’igiene è importantissima. Se avete un gatto, basterà pulire la sua lettiera utilizzando i guanti monouso, lavare il pavimento con la candeggina ( il puzzolente ma efficace ipoclorito di sodio) unico vero detergente disinfettante,  e vedrete che tutti i nove mesi passeranno senza problemi.

E le conseguenze in caso di eventuale infezione? Ne parleremo un’altra volta! Spero intanto di essere stata utile!

 

Gestosi – meglio la nausea!

Venerdì  11 Marzo : un sole bellissimo ed il sorriso stampato sui nostri volti. La mattina in cui avremmo saputo se l’essere scalciante che porto in grembo sarebbe stato un maschietto o una femminuccia, avremmo saputo se il suo corpicino era formato del tutto.

Alle 10 siamo già li allo studio, con mezz’ora d’anticipo, ci sediamo, ci danno la lettera D : c’è da aspettare.. L’attesa è bella..vedo tanti pancioni passarmi davanti e intanto pensavo: ma il mio non è così grande, forse saranno  tutte oltre la 20esima settimana..

“Lettera D, studio 1!”…entriamo, ci sediamo, conosciamo il medico che farà questa tanto attesa strutturale e poi via, stesa sul lettino per mezz’ora.Ii nostri occhi fissi su quel monitor, sperando di capire ciò che vedevamo  e ansiosi di sentir parlare il medico.

“Il feto è normale,tutto nella norma: cervello, cervelletto , cuore, reni, stomaco, vescica..però lei deve stare attenta, è a rischio GESTOSi. Potrebbe gonfiarsi improvvisamente da un giorno all’altro, non deve mangiare molto, anzi il meno possibile ed assolutamente senza sale!” – poi cambia tono  – “Volete sapere il sesso? È un maschietto!”

Entra una ginecologa (magrissima) e con una vocina simpatica e un sorriso smagliante mi dice “Signora, dobbiamo metterci un po’ a dieta!” – questa frase mi fa sentire terribilmente grassa –  mi spiega meglio che cosa sta succedendo..ma sono confusa : GESTOSI? Che malattia è mai questa ? a cosa è dovuta?

Sono alla fine del 5 mese e ho messo su 5 kg. Sono tanti? Mio marito si lamenta, dice che mangio poco, meno di quel che mangiavo prima della gravidanza, ed è  così!… come  è possibile questa cosa? E io che mi vantavo !! “La mia è una gravidanza splendida, non ho dolori, nausea, vomito, cefalea. Niente di niente” , devo cominciare a credere al malocchio?

La dottoressa mi spiega che è tutto legato all’aumento della pressione arteriosa , soprattutto a livello delle arterie uterine, mi dice che non devo mangiare pasta, pane e carboidrati in genere, addio il fritto e ovviamente i dolci. Insomma meno si mangia, meglio è !

Che fine ha fatto la regola del “mangiare per 2” L? ..che desolazione… non per il fatto che non dovrò mangiare tanto, ma cosa e come dovrò mangiare!!!

Pesce bollito, carni magre stufate, petto di pollo alla piastra, verdurine di ogni genere ed ortaggi bolliti…per non parlare di quelle crude, come l’insalata, gli spinaci…tutto passato in acqua e bicarbonato, perché? Vogliamo dimenticare la TOXOPLASMOSI?

Certo, non è la fine del mondo..ma i dubbi mi assalgono. Che cosa sarà mai successo? Sono giovane e sana, o almeno credevo di esserlo.Ora comincio a capire perché mamma quando aspettava mio fratello era tanto esaurita. E io che credevo fossimo privilegiate , solo noi donne possiamo portare dentro una gioia così grande, sentirlo muoversi…gli uomini no, non possono di certo!

Mi prescrivono un controllo a 5 settimane , una nuova ecografia con flussimetria, altri 180 euro!

Devo capire bene cosa mi sta succedendo e perché devo evitare assolutamente l’aumento di peso .Comincio a documentarmi. Riprendo i libri di fisiologia dell’università, avevo letto lì qualcosa su questa complicazione.

Scopro che tecnicamente è conosciuta con il nome di preeclampsia,  di preciso non si sa a cosa è dovuta però ci sono dei fattori che aumentano il rischio ,tra questi: L’età, la familiarità, le patologie mediche preesistenti (ipertensione, diabete, malattie tiroidee, ipercolesterolemia familiare), l’obesità pregravidica, la primiparità, la gemellarità, l’idrope fetale sono fattori di rischio per la gestosi.
– Età: le donne di età superiore a 35 anni presentano un’incidenza di gestosi superiore di circa 3 volte a quella delle donne giovani.
– Storia familiare: L’incidenza di preeclampsia è 4 volte più alta nelle sorelle di donne che hanno avuto la preeclampsia.
– Cattiva placentazione: il riscontro flussimetrico di elevate resistenze e/o di ridotta elasticità dei vasi uterini è indice di cattiva funzione placentare e quindi di aumentato rischio di gestosi.
– Ipertensione: il riscontro di pressione arteriosa elevata prima della 20^ settimana di gestazione è stato associato al successivo sviluppo di preeclampsia.
– Diabete: il diabete aumenta del 10% il rischio di preeclampsia.
– Malattie renali: una patologia renale preesistente aumenta l’incidenza di ipertensione fino al 48% nel 3° trimestre di gestazione. Anche l’infezione delle vie urinarie in gravidanza aumenta di 1,5 volte il rischio di preeclampsia.
– Cause immunologiche e coagulopatie: l’iperomocisteinemia, il deficit della proteina S, della proteina C, la sindrome da anticorpi antifosfolipidi aumentano il rischio di preeclampsia.
Le pazienti eterozigoti per anemia drepanocitica presentano un rischio di preeclampsia tre volte più elevato.
– Primiparità: la relazione tra primiparità ed eclampsia suggerisce l’esistenza di un meccanismo immunologico che rende unica la prima placentazione. Alcuni Autori hanno suggerito l’esistenza di un meccanismo protettivo nei confronti degli antigeni paterni nelle gravidanze successive.
– Gemellarità: la gemellarità aumenta il rischio di gestosi di oltre tre volte. Il rischio aumenta con l’aumentare del numero di gemelli.

Comincio a scoprire che dovrò fare delle analisi periodiche. Quelle delle urine una volta alla settimana per escludere la presenza di proteine all’interno, controllare il peso e la pressione tutti i giorni. Se non è tutto stazionario il bambino potrebbe avere problemi di crescita.

La ginecologa mi prescrive terapia con Aspirinetta (antiaggregante piastrinico): forse  serve a ridurre le resistenze riscontrate a livello delle arterie uterine? Poi un altro integratore, omega 3 e per finire il calcio

Non voglio lamentarmi perché non è mia abitudine farlo ma la domanda sorge spontanea  ma a questo punto non sarebbe stato avere la nausea e il vomito come succede alle altre?  J