“Cosa fai? “ – “Il logopedista” – “Ah, bello! Quello che insegna a parlare ai bambini?” . Frasi del genere sono ormai pane quotidiano, ma capita ancora peggio.

Sentirsi dire “Ah si, quello che cura i piedi” o ancora “Bello, mio figlio ha 4 in italiano, puoi dargli ripetizioni?”.

Lo ammetto, nemmeno io prima di informarmi su questa professione avevo ben chiaro cosa facesse un LOGOPEDISTA. Ho tentato di spiegarmelo usando l’etimologia della parola (logos = parola, discorso / paedia= educazione ) ma mi è parso davvero riduttivo!

È un mestiere affascinante che mette in relazione con mille disagi ma che si è scoperto utilissimo, soprattutto negli ultimi decenni. La figura nasce circa 30 anni fà e ,come tutte le vecchie professioni sanitarie, per esercitare serviva un diploma, non un corso di laurea triennale. La qualifica allora rilasciata suonava davvero male : TECNICO di AUDIOFONIATRIA .

Oggi il logopedista è un componente del personale paramedico, che rispetto ad altre figure gode però di un’autonomia rilevante. Ma cosa fa veramente?

Innanzitutto si occupa di tutti i problemi di linguaggio, della comunicazione in generale (anche non verbale) senza esclusione di età, dai più piccoli agli anziani, dalla semplice imprecisione di articolazione ( la “erre” moscia, la zeppola……) fino a problemi più complessi di origine organica.

Si fa sempre più strada nel mondo dei disturbi specifici dell’apprendimento: dislessia, discalculia, disgrafia, disortografia.

Aiuta nella reintegrazione sociale bambini ed adulti con disturbi d’udito (ipoacusici), che portano protesi o sono stati impiantati , cioè che hanno subito un intervento che gli consente di utilizzare l’orecchio. Ma non è finita: l’attività del logopedista è volta all’educazione e rieducazione di tutte le malattie che provocano disturbi della voce, con particolare riguardo a quella artistica (attori e cantanti).

Corregge i difetti di respirazione, di deglutizione e proprio su questi ultimi problemi si apre il capitolo sui disturbi dovuti ad esiti di interventi chirurgici, o a danni cerebrali (disfagia).

Tutti i soggetti dopo l’asportazione di un neurinoma del nervo cocleare hanno bisogno di un logopedista, così come la maggior parte dei pazienti operati al sistema cerebrale, dopo neoplasia o ictus, ammesso che abbiamo riportato qualche danno ai distretti bucco-laringo-facciali.

Capirete bene che la sua preparazione debba essere assolutamente a 360° : spazia dalla neurologia alla linguistica, dalla psicologia alla foniatria. Non dimentichiamo che il logopedista in quanto esperto di comunicazione riabilita anche soggetti con cromosomopatie come i piccoli affetti da Sindrome Down , segue le Paralisi cerebrali infantili e per lunghi periodi anche i bambini autistici ( disturbi pervasivi dello sviluppo).

Tutte le malattie degenerative, come il Parkinson, l’Alzhaimer, la Sclerosi, vedono nel terapista un forte alleato che con i suoi esercizi sarà in grado di preservare alcune funzioni per più tempo.

E la balbuzie? Non l’avevo dimenticata! Sono in trattamento presso tutti i centri anche le disfuenze verbali una vera e propria giungla di patologie dove gli interventi riabilitativi diventano indispensabili.

Quindi, se avete i calli non cercate un logopedista ma un bravo Podologo e se volete qualcuno che faccia il doposcuola sappiate  che vi toccherà cercare un vero insegnante.

Di simix

3 pensiero su “Chi è e cosa fa un LOGOPEDISTA?”
  1. Articolo carino che mette simpaticamente in luce molte cose inerenti la professione del logopedista, una sola precisazione, la professione è iniziata ben più di 30 anni fa e , in Italia, inizialmente, c’erano diverse scuole, alcune universitarie, altre no, che duravano due o tre anni e portavano al conseguimento di un diploma o diploma universitario. Saluti

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